Profilo
Vincenzo Scaramuzza didatta
La figura e l’eredità pedagogica del maestro.
Da Crotone a Buenos Aires (Argentina) 19 giugno 1885-24 marzo 1968 Intervento alla casa della musica di Cosenza il 2 giugno 2022 Inizio con una frase del filosofo Aristotele (filosofo greco del 384 a. C.): “la mano è lo strumento degli strumenti- un’opera meravigliosa del Creatore”. Pensate che il dito pollice aveva un potere chiave simbolico della vita: l’uomo distende questo dito dopo la sua nascita e lo ripiega quando muore. (nella lista simboli di WhatsApp o i vari social, c’è anche il pollice per indicare mi piace o OK) Chi era Vincenzo Scaramuzza e chi sono io per parlare di lui? Intanto siamo due calabresi. Lui è nato nel secolo 800 e io nel secolo 900. Vincenzo è nato a Crotone, io a Cosenza (questo è il motivo di sottofondo che ci unisce) Sono anche io una didatta del pianoforte, strumento in comune con Scaramuzza. Il didatta di uno strumento solitamente sfugge alla conoscenza di un popolo sia di musicisti che di amatori della musica. Un’analogia moderna: tutti si ricordano il nome di un giocatore di calcio della propria squadra del cuore; ma difficilmente si ricordano il nome dell’allenatore della squadra. Così anche in musica e altri settori della cultura: dietro bravissimi esecutori c’è sempre un insegnante-IL DIDATTA. Il didatta Scaramuzza già lo conoscevo attraverso le interviste rilasciate dai suoi allievi molto famosi di cui leggevo i ricordi d’insegnamento umano e tecnico dello strumento. Dalla loro testimonianza si percepisce il ritratto di un’artista straordinariamente innovativo e moderno che ha la capacità di dominare il passato e di vivere contemporaneamente guardando in avanti. Ho parlato di testimonianza degli allievi perché non ha lasciato scritto nessun metodo volutamente. Il suo modo di insegnare è arrivato a noi solo attraverso la raccolta di documentazione della famiglia e, come ho già detto, attraverso interviste agli allievi concertisti sparsi nel mondo. Della sua vita di didatta è il sovrano e le parole rivelatrici che riguardano i rapporti all’interno della scuola con i suoi discepoli sono: Io paragono gli allievi a delle spade di ferro e di acciaio; le spade di ferro piegandole si spezzano e si buttano via; le spade d’acciaio, anche se sottoposte a sforzi e dure prove, resistono. Finisce dicendo in maniera molto chiara: A me interessano gli allievi di ACCIAIO. MESSAGGI Praticamente l’allievo deve partecipare fisicamente nel suonare e attraverso l’uso del corpo, non solo delle mani, si deve giungere a dominare lo strumento; educazione celebrale partendo dalla convinzione che il cervello si compone di geometria attraverso il controllo delle distanze- Questa è la novità innovativa del didatta: SINCRONISMO MUSCOLI-CERVELLO; L’accentuazione da il carattere- Io non parlo perché la gente si annoi, ma per dire qualcosa d’interessante- L’accentuazione (il modo di parlare) per Scaramuzza corrisponde al tocco pianistico che definisce la bellezza dell’arte- il tocco delle dita sul pianoforte, egli dice, insieme all’uso del gomito deve aprirsi. Perché? Perché il gomito prende la parola. (ricordiamo tutti il saluto durante la pandemia con il gomito?) La sua cultura andava oltre l’aspetto musicale. Non a caso nella veste di compositore, di cui ascolteremo le sue mazurke, scrive la musica con chiaro riferimento alla cultura del passato. Dice: “niente si spegne nei classici.” Tutto prendeva posto in quell’edificio che era medicina dell’anima e del corpo per esprimere la pienezza del suo sentimento musicale. Questi quadretti della vita di Scaramuzza, come espressione della filosofia dell’essere umano, sono diventati un anello di congiunzione con il secolo 900. Lo specchio del tempo è il senso del tempo. In parole più semplici: nella sua formazione culturale generale e quella di musicista, nato in Calabria ed emigrato per necessità in Argentina, c’è il filosofo della sua città d’origine PITAGORA (scienziato-matematico greco del 380 a. C.) fondatore a Crotone di una delle più importanti scuole di scoperte, che prese da lui stesso il nome: scuola pitagorica. Con i suoi discepoli gli studi e le scoperte furono tante: Importante per noi: L’ origine della musica e la tabellina pitagorica (il famoso teorema di Pitagora) che tutti abbiamo studiato. Scaramuzza è stato uno studioso e seguace fedelissimo di Pitagora e delle sue teorie. Riflessione finale Le scienze sorelle matematica e musica stabiliscono le leggi generali dell’armonia nei rapporti e proporzioni delle sfere celesti per giungere allo splendore spirituale. La musica, e qui concludo, aiuta a vivere sulla terra e porta allegria e felicità a tutti. grazie.