Relazione
La medicina pitagorica della musica
Il diritto naturale dell’equilibrio umano e l’azione della musica sulla mente.
III assemblea nazionale Siedas- roma 13 ottobre 2018- museo nazionale etrusco di Villa Giulia
MOTTO: la mente vede, la mente ode/ il resto è sordo e cieco.
La scansione del cervello nell’ambito delle funzioni mentali (nello specifico della memoria e della concentrazione) aumenta ed è maggiore nelle persone che praticano l’arte musicale. I pitagorici antichi posero al primo posto l’educazione basata sulla musica perché ritenevano che si doveva iniziare sulla corteccia uditiva sviluppando la capacità di percezione nei giovani. In tempi recenti, diversi studi condotti nel mondo delle scienze “fisiche” e scienze “mediche” confermano che la musica agisce direttamente sul cervello.
Pensare, ascoltare, agire con la dottrina musicale si applica a sistemi neuro-sensoriali-muscolari.
La scienza musicale, quindi, è trasversale ai contesti culturali perché agisce attraverso la corteccia uditiva su un gruppo di neuroni specializzati nei suoni.
Sicuramente l’essere umano è un motore primo che da inizio ad un processo, mentre la cultura è un effetto. Questo significa che è sempre l’essere umano che pensa, sente e agisce.
Pitagora attraverso i suoi discepoli, detta un manifesto ad ampio raggio che indica l’ordine, l’armonia e la simmetria quali forma di sviluppo metodologico per esercitare la mente degli esseri umani in abilità di pensiero. Il gruppo dei pitagorici antichi erano anche medici e indagatori di natura oltre che matematici e politici. C’era una “scuola italica”, ancora prima della scuola di Ippocrate, e furono proprio loro a creare mezzi per reprimere e sanare malattie fisiche e psichiche attraverso musiche di “preparazione”(si tratta della preparazione delle anime attraverso la musica che era detta purificazione) Si dice che erano delle melodie, strumento la voce umana, create come miscele di medicinali. Il pitagorico Alcmeone, per esempio, fu il primo a dire che udiamo mediante il vuoto che è nell’orecchio; perché esso vibra quando vi entra l’aria. Infatti tutto ciò che è cavo risuona.
APPLICAZIONI PRATICHE della scuola pitagorica:
Ho scelto frammenti genuini degli insegnamenti di Pitagora che prescindono dall’aspetto tecnico musicale che in questa sede non interessa.
La valenza metafisica, invece, è importante perché (come riportato nel Fedone di Platone) “la musica è una filosofia in piccolo”.
Per i pitagorici anche la purificazione del corpo avveniva attraverso l’uso di medicinali unitamente alla musica.
Una “catarsi” egli chiamava l’arte di guarire mediante la musica.
ESERCIZIO MUSICALE
Quando ascolto qualcosa, vengo toccato (la mente dell’essere umano ha uno spazio mentale e un mondo dove si muove il suo io.
Faceva sedere in mezzo un essere umano, mentre attorno sedevano i cantori e così, al suono della lira (oggi chitarra o arpa), cantavano insieme delle melodie che ritenevano procurassero loro gioia, armonia e ordine interiore. C’erano determinate melodie, composte per la passione dell’anima- gli stati di scoraggiamento e di depressione- che pensavano fossero di grandissimo beneficio. I pitagorici usavano anche danzare, e lo strumento che usavano era la lira, perché il suono del flauto era considerato violento, adatto alle feste popolari e del tutto indegno di uomini di condizione libera.
Proviamo a scattare una fotografia cosmica musicale attuale. Il procedimento più vantaggioso è la scelta delle melodie. Secondo la dottrina pitagorica bisogna usare solo intervalli di quarta e di quinta che si trovano nell’armonia delle sfere. (come il triangolo racchiude le linee, così l’ottava racchiude gli intervalli) Gli intervalli sono le linee del triangolo armonico secondo natura.
Anche Archita di Taranto, nel principio del suo libro sull’armonia dice: ….. la scienza delle sfere e la musica sono sorelle. …. I suoni che possiamo percepire sono prodotti da urti…. Cercate e ascoltate il movimento che producono i suoni e troverete da soli e con le vostre forze la concordia della melodia da cantare e suonare.
LA SCIENZA NEL MONDO MODERNO
Nel nostro mondo recente, la scienza conferma, attraverso studi sulla forma mentale, gli orientamenti il cui lontano inizio risale a Pitagora che dette inizio alla scienza della matematica in una teologia di numeri divini e dei loro rapporti. Il neuropsicologo statunitense Howard Gardner ci dice che tutti gli umani abbiamo n. 8 tipi di intelligenza. Quindi ci sono tante memorie in funzione dell’utilizzo che ne facciamo. La pratica della medicina è comandata da metafore- Il linguaggio diventa concreto attraverso le metafore e può creare circostanze nuove- la mente è costruita su metafore – lo chiamo “ANGOLO VISUALE” L’immagine, dunque, colpisce la porzione celebrale per ottimizzare i processi della memoria. (memoria a breve termine e memoria a lungo termine) i neuroni codificano i ricordi importanti per essere umani.
Nella scuola pitagorica, e qui concludo, lo spirito degli esseri viventi non è pietrificato. Si tratta di un processo la cui oggettività esalta la “voce del cosmo” che è la voce di DIO.
VISIONI POSSIBILI:
Abate Gioacchino di Fiore (1135- Celico- Cs- Calabria) Salterio decacorde
DIRITTO NATURALE
Nella forma mentis dei giuristi romani e nel linguaggio giuridico romano non esiste un termine tecnico corrispondente al termine moderno “diritto naturale”. In senso generale e nel respiro del mondo, la tecnica della coesistenza umana, dall’uomo al gruppo, dal gruppo allo stato; dallo stato a gruppi di stato, la cosiddetta comunità mondiale con l’affermazione della personalità umana e il comportamento reciproco degli uomini fra loro, si è concretizzato nel tempo. Il diritto naturale è la norma costante che garantisce la realizzazione del migliore ordinamento della società umana ed è la partecipazione della comunità umana alla vita del mondo. L’appello alla natura e l’armonia dei rapporti umani sono state espresse da un personaggio che si chiamava Pitagora.
PENSIERO SCELTO SULL’AMICIZIA-
È un modo di vivere e di pensare. Nella vera amicizia non ci deve essere contesa e rissosità; Ostacolare o litigare con l’ira che sopraggiunge, è deleterio per il rapporto di amicizia. (nel rapporto di amicizia rientrano anche i genitori, parenti e umani generosi).
Afferma che le amicizie devono conoscere il minore numero di ferite (in senso moderno si dice offese); questo può accadere quando si sappia cedere e dominare l’ira da parte di ambedue gli amici, e in particolare del più giovane. Riteneva che gli anziani dovessero rivolgere ai giovani quegli avvertimenti che la sua scuola chiamava “adattamenti”, quindi uso di parole molto benevoli e rivolte con grande cautela; e inoltre chi ammonisce (in linguaggio moderno si dice sgrida o urla) deve parlare in maniera paterna (oggi anche materna) e con affettuosa famigliarità: solo così l’ammonimento può risultare utile.
Dall’amicizia non si deve mai eliminare la fiducia, né per scherzo né sul serio; dal momento che difficilmente rimane solida una volta che nel carattere di coloro che si dicono amici si sia inserita la bugia.
Pitagora definì l’amico un “altro se stesso” e un proverbio famoso è che “I beni degli amici sono comuni”
Grazie
Antonella Barbarossa